BIOGRAFIA
Collage. Fotografia. Discipline artistiche.
Inés Lendínez (1991) è una fotografa e collagista madrilena conosciuta con il soprannome di La Chica del Bonet. Ha iniziato come assistente cameraman per sketch e monologhi comici. Ha lavorato in diversi ambiti del settore audiovisivo come videografa e montatrice video, nonché come designer multimediale.
Dal 2015 ha realizzato mostre individuali e collettive, sia di fotografia che di collage. Nel 2021 ha iniziato i suoi progetti di collage, sia digitali che analogici.
I suoi disegni hanno adornato le copertine di libri di musicisti e scrittori, come Miasma Vida di Aitor Aráez (Ediciones Raven), Quiebra una Rama di Beatriz Lendínez (Loto Azul) o l'album musicale A Chair At The Backdoor del gruppo italiano Giant the Vine.




Il collage come processo creativo
Per i collage utilizzo sia tecniche digitali che analogiche. Dalle mie fotografie ho sempre messo in relazione, anche in temi diversi, l'unione che l'essere umano ha con la natura. La uso come metafora utilizzando elementi come fiori, piante, animali... Per il design delle copertine, i clienti mi hanno chiesto di utilizzare questo stile nel loro lavoro per sostenere la loro visione. Di solito si tratta di casi che riguardano la salute mentale, come MIASMA VIDA, che parla di depressione o XUNGLERO, un tema musicale basato sui suoni registrati in una giungla. In essi non c'è solo una semplice immagine, ma anche storie da raccontare. Come nel caso di A CHAIR AT THE BACKDOOR, ascoltando la musica di quell'album, ho dovuto creare per me stesso un concetto sia visivo che narrativo.
Per i collage utilizzo immagini libere da diritti d'autore, per uso commerciale o per conto mio. E, a seconda del progetto, senza alcuna restrizione di copyright nota o concessa dall'autore di quelle fotografie. La base del progetto di un collage è un ritratto, le cui fotografie sono solitamente vecchie e, se non lo sono, le converto direttamente in bianco e nero con le loro diverse tonalità. In generale non uso colori molto saturi, a meno che non ci sia un tema che lo richieda. Ma cerco di usare più toni pastello.
In breve, attraverso il collage posso disegnare i concetti e le idee che la persona vuole trasmettere o insegnare.

Il collage come processo creativo
Per i collage utilizzo sia tecniche digitali che analogiche. Dalle mie fotografie ho sempre messo in relazione, anche in temi diversi, l'unione che l'essere umano ha con la natura. La uso come metafora utilizzando elementi come fiori, piante, animali... Per il design delle copertine, i clienti mi hanno chiesto di utilizzare questo stile nel loro lavoro per sostenere la loro visione. Di solito si tratta di casi che riguardano la salute mentale, come MIASMA VIDA, che parla di depressione o XUNGLERO, un tema musicale basato sui suoni registrati in una giungla. In essi non c'è solo una semplice immagine, ma anche storie da raccontare. Come nel caso di A CHAIR AT THE BACKDOOR, ascoltando la musica di quell'album, ho dovuto creare per me stesso un concetto sia visivo che narrativo.
Per i collage utilizzo immagini libere da diritti d'autore, per uso commerciale o per conto mio. E, a seconda del progetto, senza alcuna restrizione di copyright nota o concessa dall'autore di quelle fotografie. La base del progetto di un collage è un ritratto, le cui fotografie sono solitamente vecchie e, se non lo sono, le converto direttamente in bianco e nero con le loro diverse tonalità. In generale non uso colori molto saturi, a meno che non ci sia un tema che lo richieda. Ma cerco di usare più toni pastello.
In breve, attraverso il collage posso disegnare i concetti e le idee che la persona vuole trasmettere o insegnare.



